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I NEONATI

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Un bambino appena nato. Un batuffolo di luce lanciato dalle stelle più lontane.

E dentro ci sono già le leggi della vita, le formule segrete della meraviglia

e le prime chiavi per aprire le forme del mondo.
(Fabrizio Caramagna)

Se penso all’esplosione di vita, alla meraviglia di scoprire, all’eccitazione sensoriale penso a un neonato.
Mi chiedo continuamente cosa si provi a conoscere per la prima volta ogni cosa e mille cose tutte insieme. Perché è questo che fanno i neonati. Scoprono.
E non una, due tre cose alla volta o poco più come avviene per noi adulti, ma mille cose contemporaneamente.
Pensate a quando inizia a vedere, dopo pochi giorni di vita. E si ritrova due faccione sorridenti e innamorate che sbucano sopra la culla, e magari un carillon sospeso che gira e suona tutto colorato, e il fratellino che lo sbaciucchia, e la luce della finestra e una tv sullo sfondo e il citofono che suona e la dolcezza di tante mani che lo accarezzano. Pensate che miriade di sollecitazioni. Il mio cuore probabilmente non sopravviverebbe. Il suo si. E ne vuole sempre di più. Incredibile.

Per questo, quando fotografo i neonati non tento di addormentarli per ore, non costringo il loro corpicino dentro strettissime fasciature, non chiedo di fotografarli per forza al secondo giorno di vita solo perché almeno dormono e non hanno forza per disfare tutto.
Non ci sono regole, giorni, mesi. Non è un problema se hanno le coliche, se sbadigliano perché sono stanchi, se piangono perché non riconoscono il mio odore fin dal primo momento. Se allungano di colpo il braccio perché stanno capendo dove finisce il loro corpo, quali sono i loro confini.
Neanche se quel giorno programmato da tempo, a quell’ora che è quella in cui di solito sono tranquilli, proprio non hanno voglia. Si prova, si aspetta, si riprogramma addirittura. Raccontare un neonato presuppone il rispetto. Dei suoi tempi, delle sue paure, dei suoi momenti.
Lavorando in questo modo, ho avuto l’onore di fotografare persino il primo sorriso di un neonato e l’emozione, la gioia della mamma che era lì con lui.

Perché importante per me è anche il legame appena nato tra una madre e suo figlio, gli sguardi, l’allattamento, il riposo.
Mia madre in casa ha diverse foto di mio figlio, ma il posto d’onore in una bellissima cornice d’argento l’ha riservato a una foto che senza saperlo è una delle mie preferite. Mio figlio a quattro anni che beve un succo di frutta. Niente di intergalattico direte voi. Eppure in quella foto in cui beve da una cannuccia, io rivedo la stessa identica espressione che ho visto per i due anni in cui l’ho allattato al seno. Le labbra, le pieghe delle guance, lo sguardo. E ho capito quanto sarebbe stato bello avere una foto di quei momenti di intimità profonda che solo una madre può vivere con il proprio figlio.

Anche durante la parte dedicata solo al neonato, il mio intento è cogliere anche i momenti apparentemente di pausa. In cui la mamma interviene per calmare un pianto o per cambiare il bimbo.
Non abbasso mai la macchina fotografica e spesso le fotografie che amo di più dei miei servizi fotografici ai neonati, sono proprio le sequenze in cui un bimbo passa dal pianto al sorriso grazie alle carezze e alla rassicurazione della mamma. Una vera e propria magia.

Ecco, se pensate che un neonato sia tutto questo e ancora di più. Che sia un nuovo pezzettino di un mondo più grande e più complesso di una posa o una fasciatura, allora chiamatemi e sarò felicissima di emozionarmi nel raccontarlo lasciandovi immagini che parleranno al vostro cuore ogni volta che le riguarderete anche a distanza di anni, proprio come succede a me con la foto a casa di mia madre.